Area Privata del Progetto

by Melacci on set 25th in Generico

L’area privata del progetto Ge.Ri.C.O. è attiva ed accessibile tramite il link presente nel menù orizzontale (o cliccando qui).

L’accesso è limitato ai soli utenti autorizzati.

Pubblicazione Materiale Scientifico

by Melacci on giu 12th in Generico

Gli studi condotti nell’ambito del progetto Ge.Ri.C.O., o correlati al progetto stesso, sono stati oggetto di pubblicazione presso convegni, congressi, conferenze nazionali ed internazionali.

In particolare, l’analisi del processo di ottimizzazione a breve e lungo termine dell’utilizzo di risorse in ambito ospedaliero è stata oggetto di una meticolosa analisi sperimentale, i cui risultati sono stati raccolti in rapporti tecnici o atti di convegno.

Nella sezione Materiale Scientifico è possibile accedere alla lista delle pubblicazioni correlate al progetto Ge.Ri.C.O. ed alle presentazioni tenute nell’ambito di convegni, congressi, conferenze nazionali ed internazionali.

Accedendo alla medesima sezione è anche possibile visualizzare il materiale corrispondente.

Una metodologia olistica per l’individuazione delle risorse critiche in ambito ospedaliero

by Murgia on ott 16th in Generico

Uno dei principali obiettivi del progetto Ge.Ri.C.O. è rappresentato dalla definizione di una metodologia olistica per l’individuazione delle risorse critiche in ambito ospedaliero. Questa metodologia può costituire un valido supporto ai processi di pianificazione strategica gestiti dalla Direzione Generale, perché la aiuta a individuare quali sono le risorse che incidono maggiormente sulle performance degli ospedali.

Attualmente, la pianificazione strategica degli ospedali avviene anzitutto attraverso la redazione di Piano Attuativo Locale che, sulla base delle prescrizioni del Piano Sanitario Nazionale e Regionale, definisce quali obiettivi si intendono raggiungere e, conseguentemente, quali strategie si intendono perseguire. Il modello attuale di pianificazione strategica, oltre a scontare il ritardo, talvolta notevole, con cui vengono redatti i Piani Sanitari Regionali e i Piani Attuativi Locali, spesso produce una serie di “buoni propositi” sulle diverse aree di intervento che, però, difficilmente riescono a essere effettivamente perseguiti.

Tale difficoltà è dovuta anzitutto alla modalità con cui i diversi Piani presentano i loro obiettivi. Spesso questi obiettivi sono espressi in termini generici e poco quantitativi, perdendo quindi, a priori, buona parte del loro effetto di incentivazione verso il miglioramento. In altri casi, anche se definiti in maniera quantitativa, gli obiettivi sono presentati in maniera eterogenea e scollegata fra loro e ciò incide notevolmente sulla possibilità reale di conseguirli. Infatti, specialmente in sistemi altamente complessi come quelli ospedalieri, il perseguimento di un obiettivo può avvenire a scapito di altri obiettivi, per cui solo attraverso un intervento sistematico è possibile perseguire una strategia globale di miglioramento. In assenza di una siffatta strategia, che richiede una notevole capacità manageriale, oltre a un livello adeguato di risorse da investire nel cambiamento organizzativo, spesso, all’interno degli ospedali, si finisce per adottare strategie limitate che si focalizzano solo sul perseguimento di alcuni obiettivi, senza comprendere a priori gli effetti, non necessariamente positivi, che si otterranno sugli altri obiettivi prefissati dai Piani.

La nostra metodologia mira proprio a superare questo gap attraverso la focalizzazione sulle risorse che devono essere oggetto delle strategie di miglioramento. Infatti, essa si basa sull’individuazione delle relazioni esistenti tra obiettivi proposti dai Piani (che possono essere legati al miglioramento del livello del servizio, ma anche dell’efficienza), i processi che influenzano il raggiungimento di tali obiettivi e le risorse coinvolte in tali processi. A partire dalla mappatura di tali relazioni, è possibile definire il livello di criticità delle diverse risorse e stabilire le strategie di miglioramento da attuare sulle singole risorse, tenendo conto di tutti i processi in cui sono coinvolte.

Allo stato attuale, abbiamo applicato la nostra metodologia olistica per l’individuazione delle risorse critiche anzitutto sugli indicatori, sui processi e sulle risorse legate alla chirurgia elettiva. In particolare, attraverso la tesi di laurea specialistica di Sara Carradori, abbiamo implementato la nostra metodologia utilizzando l’Analytic Network Process, una tecnica decisionale multicriterio sviluppata da Thomas L. Saaty che permette di integrare sia misure oggettive di criticità, sia valutazioni soggettive, frutto, ad esempio, dell’opinione dei membri della Direzione Generale. I risultati ottenuti hanno fornito una sintesi efficace, condivisa e realistica del livello di criticità delle risorse coinvolte nella chirurgia elettiva, confermando quindi l’utilità della metodologia sviluppata nel supporto alle decisioni strategiche.

Nel prossimo futuro intendiamo estendere la metodologia anche ad altre attività ospedaliere, in modo da avere un quadro complessivo che possa favorire una pianificazione strategica sistematica da parte della Direzione Generale.

Sistemi di supporto alle decisioni per la programmazione degli interventi elettivi

by Coppi on ott 10th in Generico

I modelli di ottimizzazione proposti si pongono l’obiettivo di fornire un supporto decisionale per la programmazione degli interventi elettivi in modo da ridurre i tempi di inutilizzo delle sale operatorie e garantire una riduzione delle liste di attesa. I dati di ingresso utilizzati sono:

  • liste di attesa;
  • orario di servizio dei chirurghi;
  • sedute operatorie assegnate alle singole chirurgie specialistiche nel periodo di riferimento;
  • visite di preospedalizzazione consentite per ogni singola chirurgia specialistica nel periodo di riferimento considerato.

Le liste di attesa sono suddivise per chirurgie specialistiche (es. ortopedia, otorino, chirurgia generale ecc.) ognuna delle quali ha un dato numero di sedute assegnate. Le liste di attesa contengono un insieme di informazioni relativi ai singoli pazienti, quali:

  • data della visita ambulatoriale che consente di calcolare il tempo di attesa del paziente;
  • classe di priorità che indica lo stato clinico del paziente e consente di stabilire un tempo massimo entro il quale deve essere operato;
  • tipologia di intervento;
  • durata media dell’intervento compresiva dei tempi di cambio (set-up) necessari tra un operazione e l’altra;
  • chirurgo proponente l’intervento;
  • stato del paziente (idoneo, non idoneo, programmato preospedalizzazione, programmato operazione, non preospedalizzato.

Al paziente viene assegnato lo stato:

  • idoneo, nel caso in cui dopo le visite di preospedalizzazione risulta essere pronto per l’intervento;
  • non idoneo, nel caso in cui dopo le visite di preospedalizzazione non risulta essere idoneo per l’intervento;
  • programmato preospedalizzazione, se è già stato programmato per le visite di preospedalizzazione;
  • programmato operazione, se è già stato programmato per una seduta operatoria;
  • non preospedalizzato, se non è ancora stato programmato per le visite di preospedalizzazione.

Le sedute operatorie assegnate ad ogni chirurgia specialistica possono essere delle seguenti tipologie:

  • mattutina;
  • pomeridiana:
  • giornaliera.

Per ogni tipologia di seduta è disponibile un certo tempo per eseguire le operazioni, pertanto nella programmazione delle sedute operatorie, la somma delle durate degli interventi programmati non deve eccedere il tempo disponibile.

Quindi data una lista di attesa, di cui conosciamo lo stato dei singoli pazienti, i modelli di ottimizzazione proposti consentono di fornire un supporto alle seguenti decisioni:

  1. programmazione delle visite di preospedalizzazione, selezionando dalla lista di attesa i pazienti che hanno associato lo stato non preospedalizzato;
  2. programmazione delle sedute operatorie, selezionando dalla lista di attesa i pazienti che hanno associato lo stato idoneo o programmato preospedalizzazione;

La programmazione delle sedute operatorie tiene conto dell’orario di servizio dei chirurghi abilitati ad eseguire le operazione dei pazienti in lista di attesa. Infatti un paziente che necessita di una certa tipologia di intervento viene programmato per una data seduta operatoria, solo se quel giorno è disponibile almeno un chirurgo abilitato ad eseguire quella particolare operazione. La selezione dei pazienti da operarare avviene in base ad un coefficiente che dipende dal tempo di attesa e dalla classe di priorità.

La programmazione delle visite di preospedalizzazione avviene in funzione dei paziente che devono essere operati nelle settimane successive. Anche per quanto riguarda questa fase ci sono da rispettare dei vincoli legati al massimo numero di pazienti che è possibile preospedalizzare per ogni singola chirurgia specialistica.

Per garantire una maggiore flessibilità di gestione della fase di preospedalizzazione e del blocco operatorio, i sistemi sviluppati consentono al direttore dell’UOC della relativa specialistica di prendere alcune decisioni, quali:

  1. selezionare uno o più pazienti da operare o da preospedalizzare, che può essere utile nel momento in cui si ha un peggioramento delle stao clinico del paziente che richiede di essere operato prima del tempo massimo stabilito dalle normative;
  2. sostituire i pazienti che non sono disponibili per la data chirurgica assegnata, lasciando invariato il resto della programmazione. I pazienti sostitutivi possono essere individuati dal programma o dal direttore dell’UOC di competenza.

 

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